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L’autismo e la paura degli abbracci. Una ricerca sul “Journal of Neuroscience”

Circa il novanta per cento delle persone con un disturbo dello spettro autistico manifesta una alterata sensibilità agli stimoli sensoriali: visivi, uditivi e tattili. Un’immagine particolarmente luminosa, un tono alto della voce o un contatto fisico, come un abbraccio, possono scatenare in questi soggetti una reazione amplificata e improntata alla paura.
Quanto l’esperienza insegna e la letteratura scientifica riferisce, ha trovato ora un primo riscontro sperimentale. Secondo uno studio condotto in laboratorio pubblicato sul “Journal of Neuroscience”, l’alterata sensibilità agli stimoli tattili dipende da una ridotta connettività della corteccia somato-sensoriale, l’area del cervello che riceve ed elabora questi stimoli, e da una forte attivazione dell’amigdala, regione cerebrale coinvolta nelle risposte di paura.
Leggi l’articolo integrale su La Stampa del 6 febbraio, riportato da Press-In

115 milioni per la ricerca sull’autismo: è il più grande finanziamento internazionale

115 milioni di euro per uno studio che punta in particolare ad accrescere la conoscenza dell’autismo e a sviluppare nuove terapie per migliorare lo stato di salute e la qualità della vita delle persone con autismo: si tratta del più grande finanziamento internazionale per la ricerca scientifica in questo settore ed è stato assegnato assegnato dall’IMI (Innovative Medicines Initiative) ad un team coordinato da un consorzio guidato dal King’s College di Londra e il cui partner italiano è l’IRCCS Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa).

Partner italiano del consorzio è l’équipe guidata da Filippo Muratori, docente dell’Università di Pisa e direttore dell’Unità Operativa di Psichiatria dello Sviluppo dell’IRCCS Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa), che da anni si occupa di bambini con autismo e delle loro famiglie.

Per approfondire,   l’articolo di Superando.it

 

I disturbi del neurosviluppo nei primi tre anni di vita: una sintesi dei risultati della ricerca internazionale

Bosisio Parini (Lecco), presso l’IRCCS Eugenio Medea-La Nostra Famiglia sono stati presentati recentemente i risultati della ricerca internazionale sui disturbi del neurosviluppo nei primi tre anni di vita, con interventi delle Università di Toronto e Laval in Canada, Rutgers nel New Jersey (Stati Uniti), dell’Istituto Superiore di Sanità, degli IRCCS Stella Maris (Calambrone-Pisa) e Medea, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Al centro dell’incontro soprattutto gli interventi preventivi ecologici applicabili a partire dai primi mesi di vita e i trattamenti innovativi somministrati entro i tre anni di vita a bambini che manifestano i primi sintomi dei disturbi del neurosviluppo.
Sul sito Superando.it una sintesi degli interventi