Le crisi comportamentali a scuola: dall’Emilia Romagna le linee per “sconfiggere il drago”

“Le fiabe non insegnano ai bambini che esistono i draghi. I bambini lo sanno già. Quello che le fiabe insegnano ai bambini è che i draghi possono essere sconfitti”.

Cita Chesterton la nota con cui il DG dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna accompagna il materiale dedicato a tracciare un  “Piano per la Prevenzione e gestione delle crisi comportamentali a scuola”. L’importante lavoro, messo a disposizione di insegnanti, educatori e famiglie,  nasce infatti dalla convinzione che le crisi comportamentali, manifestate “da un numero crescente di alunni, fin da età precoci”, possano essere affrontate e attenuate “intervenendo sulla capacità del contesto di comprendere quali fattori le inneschino nell’immediato e contemporaneamente sviluppando nel bambino o nel ragazzo in difficoltà le capacità mancanti di comunicazione e di reciprocità sociale, la consapevolezza delle proprie e altrui emozioni, la
possibilità di positivi rapporti con gli altri, la costruzione di un senso di sé positivo e attivo”.

Le crisi comportamentali sono “reazioni esplosive, di aggressività verbale e fisica”, che possono avere origini assai diverse tra loro. Possono, infatti, ” manifestarsi in ragazzi con disturbi certificati, quali i disturbi dello spettro autistico, i disturbi dell’attenzione e iperattività (ADHD/DDAI), i disturbi oppositivo-provocatori, i disturbi della condotta; in ragazzi con disabilià intellettive importanti, o con rilevanti problemi comunicativi e linguistici. Tuttavia possono presentarsi anche in bambini o ragazzi con problematiche sociali complesse, che
abbiano subito esperienze traumatiche, che vivano relazioni familiari gravemente conflittuali, che abbiano difficili storie di pre-adozione alle spalle, come pure in ragazzi esposti a modelli
comportamentali violenti, reattivi, aggressivi”.  Ma le crisi comportamentali non sono una condanna irrevocabile, bensì il segno di un disagio che si può combattere  in uno dei luoghi in cui principalmente si manifestano: la scuola. Per questo, “il  materiale operativo allegato a questa nota, non ha certo il fascino antico delle fiabe, ma può aiutare a combattere la solitudine e l’impotenza di tanti ragazzi imprigionati in una indicibile sofferenza, dei loro insegnanti e delle loro famiglie, perché il drago più pericoloso è sempre quello che vuole convincerci che non c’è niente che possiamo fare per cambiare le cose.

 

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